Oggi la ricchezza è sempre più concentrata, mentre le leve redistributive tradizionali mostrano limiti strutturali. Serve un approccio sistematico e finalizzato a bisogni concreti. Nel mondo di oggi si sta formando una concentrazione senza precedenti di ricchezza e reddito nelle mani di una minoranza ristretta di persone. Ci fu chi disse che nessuno avrebbe dovuto avere il superfluo finché tutti non avessero ricevuto il necessario.
Si stima che il 10% più ricco degli abitanti del nostro pianeta possieda intorno al 76% della ricchezza mondiale mentre la metà più povera ne possiede all’incirca il 2%. Poco più di tremila miliardari dispongono oggi di una ricchezza complessiva superiore alla somma dei prodotti interni lordi della maggior parte delle nazioni. Addirittura, le dodici persone più ricche del mondo detengono una ricchezza maggiore della metà più povera della popolazione mondiale; presto si assisterà all’avvento del primo individuo nella storia con una fortuna personale di oltre mille miliardi di USD.
La tassazione dovrebbe essere la via per ridistribuire la ricchezza dai pochi che ne detengono la maggior parte ai molti che necessitano di servizi di base. Purtroppo le tasse non funzionano correttamente. Le leggi offrono alle persone facoltose numerose strade per ridurre la tassazione progressiva ed i governi devono incassare dalle classi inferiori attraverso tasse regressive sul valore aggiunto, carburante, servizi pubblici e così via. In ogni caso, gli enormi debiti nazionali nel mondo permettono solo ad una piccola quota di tassazione di essere convertita con successo in un’autentica ridistribuzione.
La filantropia è un fattore di grande importanza ma non basta; occorre una soluzione sistemica per una strategia redistributiva reale ed efficace. Inoltre, le politiche redistributive basate sulla diretta erogazione di liquidità ai beneficiari si sono rivelate in molti casi inefficienti, dal momento che molti percettori hanno impiegato le risorse ricevute in modo improprio anziché per bisogni realmente importanti.
In un mondo di diseguaglianze crescenti e con un’ampia circolazione delle informazioni il guadagno reputazionale derivante dalla propria disponibilità a supportare la redistribuzione della ricchezza sta diventando sempre più rilevante.
Affinché la nostra idea di redistribuzione proceda verso un traguardo realistico, è necessario considerare alcuni punti chiave:
La soluzione di Redonomy coinvolge donatori, beneficiari ed enti erogatori di servizi attraverso una piattaforma coordinata da un orchestratore sviluppato con le potenzialità dell'Intelligenza Artificiale.
Redonomy non vuole essere una charity ma si propone come un'iniziativa imprenditoriale finalizzata a promuovere la redistribuzione.
Redonomy prevede il coinvolgimento di tre gruppi di soggetti interessati al processo di redistribuzione. Il primo gruppo è costituito dai potenziali donatori, che possono essere imprese o singole persone fisiche. Il secondo gruppo comprende gli aspiranti beneficiari, che possono essere individui o comunità che cercano supporto per servizi di istruzione nei suoi vari gradi, assistenza sanitaria e fabbisogno alimentare. Il terzo gruppo è costituito dai fornitori dei suddetti servizi, come asili nido, scuole materne, università, cliniche, dentisti, aziende ospedaliere, operatori della grande distribuzione commerciale.
Redonomy avrà al centro un orchestratore che impiega l’Intelligenza Artificiale per esaminare le possibili aree di intervento e potenziali iniziative di supporto. L’orchestratore permetterà di individuare gli interventi con le più significative ricadute benefiche a vantaggio di singoli o comunità e li proporrà ai potenziali donatori.
Redonomy non prevede versamento diretto di denaro ai singoli beneficiari, per garantirne il corretto utilizzo. Non si prevede che i fondi donati transitino attraverso la piattaforma Redonomy.
Il sistema qualificherà l'affidabilità dei beneficiari e l'impegno dei donatori tramite punteggi assegnati automaticamente dall'orchestratore. Essi premetteranno l'utilizzo dei dati personali in conformità con l'attuale legislazione.
Il singolo progetto di redistribuzione sarà certificato su blockchain, così da garantirne una traccia oggettivamente non modificabile. Nel caso di prestazioni che si protraggano nel tempo si può prevedere l’individuazione di stati di avanzamento ed il rilascio di somme al raggiungimento di specifici obiettivi, ad esempio traguardi scolastici. L’uso di smart contracts consentirà di confermare ai donatori il raggiungimento di un obiettivo e li supporter` nel procedere al successivo contributo.
L’orchestratore di Redonomy attribuirà ai beneficiari finali un punteggio definito da un algoritmo proprietario e dipendente dagli obiettivi raggiunti. Tale punteggio servirà a caratterizzare l’affidabilità dei beneficiari e ne faciliterà l’accesso ad ulteriori benefici. L’ipotesi operativa è che i dati sugli obiettivi siano forniti all’orchestratore dai beneficiari in forma di autocertificazione. Il sistema sarà però organizzato in modo da operare verifiche a campione.
Allo stesso modo, l’orchestratore attribuirà ai donatori un punteggio dipendente da vari parametri come l’entità dei progetti supportati ed il loro impatto nella società.
Redonomy prevede il coinvolgimento delle istituzioni pubbliche, che potrebbero attribuire valore ufficiale al punteggio riconosciuto ai partecipanti all’iniziativa. Lo Stato potrebbe compensare il donatore riconoscendo agevolazioni fiscali commisurate al punteggio acquisito. Nel caso di un’impresa potrebbero essere previsti anche altri vantaggi, ad esempio nel calcolo delle graduatorie in gare di appalto pubbliche.
Obiettivo: Sostenere la crescita di un nuovo tipo di economia finalizzata a colmare il divario tra i tanti con meno risorse disponibili e i pochi più abbienti, che aiuti efficacemente i beneficiari e premi i donatori.
Come: Definire un paradigma trasparente per la gestione intelligente di un processo di redistribuzione.
Mauro è un ingegnere con una lunga esperienza in ICT, ecosistemi crypto/cyber e opportunità di business internazionali.